Seduta ai bordi di una grande fontana.
La mia mano muove dalla pietra umida
cercando giochi d’acqua,
cerchi che rompano il piano,
diano movimento allo stato.
Ma le acque sono torbide,
così nere
così nere
da rendere solo un vago contorno d’ombra,
al mio specchiarmi.
Così dense di cosa …
rifiutano la luce del sole,
e la respingono contro me.
Un nuovo movimento,
un cerchio parte da lontano.
Poi un altro ed un altro ancora:
mi raggiungono.
L’acqua si fa cristallina ed impalpabile,
leggera e pura.
Mi sporgo e vedo finalmente me,
e vedo la luce sul fondo,
e quel fondo sono io,
siamo finalmente noi,
il fondo pulito di un ruscello di montagna.
siamo finalmente noi,
il fondo pulito di un ruscello di montagna.
Una coppia di pesci rossi,
e minuscoli e frenetici pesciolini bianchi
si raggruppano, si disperdono, si raggruppano.
Alzo lo sguardo:
scomparsa la figura china,
sul bordo lontano da me.
Torno a gioire della luce
tra le acque, luce viva ed allegra.
Poi un tocco, dolce, da dietro me.
(M.T.)
(photo credits: Floating Geum - Avens by Tom Curtis)

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