sabato 21 maggio 2011

Lezione 21

Apprendere - diciamo in Psicologia - è modificare il proprio comportamento in seguito ad un'interazione significativa con l'ambiente.

L'apprendimento non è dunque un processo propriamente passivo, ma implica un forte coinvolgimento personale in chi vi si appresti: una sorta di motivazione.


Io credo ci siano apprendimenti latenti, che in qualche modo covano dentro a lungo, prima di essere riconoscibili a noi stessi, ed agli altri intorno a noi.

Spero la ventunesima lezione di Baricco a questo tipo di apprendimento, mi porti.

Certo è "significativa", per quanto il significato richieda una certa tempistica di digestione :)

Non lo so, di cosa parli. Di vecchiaia e solitudine? Di musica classica e falsi capolavori? Di vuoti e bellezza?
Come pare aver affermato lo stesso Baricco, il suo bizzarro film più che offrire risposte, pone domande su domande (le più notoriamente scomode, preciserei).

A partire da quella che padroneggia il trailer per il grande pubblico: "E', la nona sinfonia, la più sublime opera di musica classica mai composta?"

:) Anche no, sembrerebbe. E vai a sferzare gli odiosi luoghi comuni.

Io lascio una mia personale e momentanea interpretazione nella speranza che, meanwhile, un processo di apprendimento lento quanto una vita … mi porti a farmi una più chiara (ma mai esclusiva!!) prospettiva :)

Faccio mie solo alcune, delle molte riflessioni aperte nel film:

  • il vuoto del genio Beethoven, in seguito ad insorta sordità e nel progredire della vecchiaia; la nostra sordità, i nostri vuoti quotidiani;
  • il vuoto è tuttavia passaggio obbligato, genitore di qualcosa di unico e raro; solo dal vuoto, possiamo creare originalità e nuova bellezza

Spunti e pensieri, temo, assolutamente incomprensibili a chi non abbia ancora visto il film ...
In questa sede regalo i 5 minuti più belli, premettendo si tratta della scena finale e se ne coglie solo una minima essenza, anche dopo essersi un pò annoiati nei 60 precedenti ;)



A me piace pensare lei sia la bellezza, bellezza che può illuminare il deserto innevato e gelido (ma ricco di fertili silenzi) dei nostri vuoti soggettivi. Il termine "vuoto" - forse - ha allora anche una valenza positiva (che il bianco e nero, si sa ...).

In cosa si incarni, poi, questo simbolo bellezza nelle nostre piccole vite …
Beh … mica posso dare risposte a domande tanto sibilline !!!! ;-)

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