Mi chiedo quanto sia opportuno associare le due cose (non che le associazioni mentali, poi, siano molto più lineari J! ), ma mi prendo licenza di farlo.
Se la Pasqua originaria del popolo ebraico non era proprio un momento "politically correct" - giacchè mi hanno ricordato in questi giorni corrisponde al passaggio di una divinità non proprio paterna, determinata a sterminare una moltitudine di primogeniti … - quante riflessioni sull'eticità e responsabilità civica, prima ancora che politica, sollevano gli interminabili "passaggi" di migranti sulle ("nostre"?) acque.
Diventa davvero impegnativo formulare posizioni o giudizi … tanto è l'imbarazzo causato dall'ambiguità, la paura, il non noto.
Condivido molto volentieri una preghiera ricevuta via mail.
Come sempre, perchè quello che è il fine ultimo del mio spazietto di appunti virtuali: riflettere e, perché no, sollecitare riflessioni.
J
LA PREGHIERA DEL MIGRANTE
(Tomba acqua di mare)
Madre acqua che ci hai generato
Non punirci per averti abbandonata ingrati
miliardi d'anni fa
Nuotavamo felici tra le tue acque trasparenti
ma spinti dall'avventura siamo partiti
per esplorare e popolare terre emerse.
Ricordati che siamo sempre tuoi figli.
Aiutaci ad attraversare le tue acque senza morire
Non scatenare tempeste o giorni infuocati
Accompagnaci con un dolce vento
che ci porti salvi verso l'Europa
dove nessuno muore di fame
Non farci vagare per giorni o mesi
senza sapere più dove siamo
Addolcisci le tue acque se abbiamo sete
Fai volare qualche pesce sul barcone se abbiamo fame
Ridai un po' d'umanità a chi comanda le grandi navi
che appena ci vedono si allontanano
Dai luce a chi ci odia senza motivo
a chi scatena la paura contro di noi
e ci fa apparire mostri terribili.
Siamo solo poveri disperati
in cerca di vita migliore
Ma se proprio non vuoi far questo
cullaci con dolcezza tra le tue braccia
prendici quando stiamo dormendo
o dilaniati da fame e stanchezza.
Che almeno la morte ci sia umana
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