Ti guardavo e mi chiedevo
se sarei stata te, in futuro.
I tuoi occhi vedevano
ma non capivo cosa guardassero,
in balia di un pensiero che ti tradiva,
ti lasciava fragile ed indifesa.
Sedendo accanto a te
avrei voluto, egoista, che una magia
ti riportasse a noi.
Avrei voluto capire da dove nascesse l’ombra triste
che oscurava il tuo viso.
A volte non succedeva nulla
e l’attesa rimaneva delusa:
perduti per sempre i ricordi di te piccina,
poi donna, poi mamma …
ricordi di generazioni ed età lontane,
di ruoli imposti, di difficoltà …
Perduto, mi dicevo, il tesoro di una vita,
investimento per noi di oggi.
Ma altre volte incrociavi i miei occhi,
e per un secondo appena vedevo l’intenso,
lo stesso che avevi lasciato dentro di me,
ed in chi ti ha tanto amata.
Forse non tutto è andato perduto,
non quello che conta davvero:
di tanti semi sparsi, si sa,
pochi vincono l’ostilità delle intemperie,
l’aridità del terreno,
il tempo che trascorre incurante di noi.
Ma semina amore in un bambino,
e ne raccoglierai i frutti in eterno.
Noi abbiamo ricevuto il dono di un amore forte,
il tuo.
Noi,
che nel chiamarti “nonna” o “mamma” abbiamo provato
un calore dentro,
abbiamo trovato a lungo un riferimento.
Le lacrime seminano poco,
ed il dolore di una perdita è un’esperienza privata.
Ma domani nel nostro sorriso, da lì,
tornerà vivo l’amore che ci hai insegnato.
Per diventare ancor di più:
per realizzare quello che una vita sola non può,
ma l’unione di vite e tempi diversi, sì.
Non tutto è andato perduto,
perché ci sono insegnamenti indelebili,
vivi ancora, nel solo modo possibile:
come gioia e come nuovi regali a chi,
con noi e dopo di noi.
Ciao.
se sarei stata te, in futuro.
I tuoi occhi vedevano
ma non capivo cosa guardassero,
in balia di un pensiero che ti tradiva,
ti lasciava fragile ed indifesa.
Sedendo accanto a te
avrei voluto, egoista, che una magia
ti riportasse a noi.
Avrei voluto capire da dove nascesse l’ombra triste
che oscurava il tuo viso.
A volte non succedeva nulla
e l’attesa rimaneva delusa:
perduti per sempre i ricordi di te piccina,
poi donna, poi mamma …
ricordi di generazioni ed età lontane,
di ruoli imposti, di difficoltà …
Perduto, mi dicevo, il tesoro di una vita,
investimento per noi di oggi.
Ma altre volte incrociavi i miei occhi,
e per un secondo appena vedevo l’intenso,
lo stesso che avevi lasciato dentro di me,
ed in chi ti ha tanto amata.
Forse non tutto è andato perduto,
non quello che conta davvero:
di tanti semi sparsi, si sa,
pochi vincono l’ostilità delle intemperie,
l’aridità del terreno,
il tempo che trascorre incurante di noi.
Ma semina amore in un bambino,
e ne raccoglierai i frutti in eterno.
Noi abbiamo ricevuto il dono di un amore forte,
il tuo.
Noi,
che nel chiamarti “nonna” o “mamma” abbiamo provato
un calore dentro,
abbiamo trovato a lungo un riferimento.
Le lacrime seminano poco,
ed il dolore di una perdita è un’esperienza privata.
Ma domani nel nostro sorriso, da lì,
tornerà vivo l’amore che ci hai insegnato.
Per diventare ancor di più:
per realizzare quello che una vita sola non può,
ma l’unione di vite e tempi diversi, sì.
Non tutto è andato perduto,
perché ci sono insegnamenti indelebili,
vivi ancora, nel solo modo possibile:
come gioia e come nuovi regali a chi,
con noi e dopo di noi.
Ciao.
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