giovedì 16 dicembre 2010

Il graffiante umorismo (della mamma) di Mafalda ...



Cammino con passo veloce e frenetico e scorrono al mio fianco poche altre figure: nel freddo polare di oggi in città, i pedoni sembrano estinti.
Ma corro: mille faccende e, soprattutto, la voglia di coltivare alcune "public relations" decisamente trascurate negli ultimi tempi ;) .

E corro, perchè ho deciso di festeggiare con un piccolo regalo per me :) .

Nella mia corsa incrocio un volto di colore, un volto di cui non sono interessata a fissare le fisionomie, distratta ed assorbita dai miei pensieri.

Ma forse uno sguardo, un qualcosa è sfuggito al mio Io cosciente.
Probabilmente ho un'aria di irritata ed irritante sufficienza.
Eppure quando anche questa figura scorre al mio fianco, un semplice, banalissimo "ciao" raggiunge il mio orecchio egocentrico.
Tardi, forse troppo tardi, rispondo con un ben più incerto "ciao".
Ci penso.

A volte per eccessiva timidezza, fretta o non so quale baluardo di frivolo orgoglio, non salutiamo nemmeno le persone a noi note.
Ci penso.

Chissà: in fondo anch'io, sono assolutamente anonima a chi non mi conosce !!

P.S.
Cercando un'immagine, un'idea grafica per arricchire questo mio pensiero, digito "bystander" in un motore di ricerca. E curiosamente - guarda un pò - questo non fa che restituirmi un meccanismo molto noto (ma non edificante) in psicologia sociale: "The bystander effect".
Molto malamente riassumibile come: "l'indifferenza del passante".

:)


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